Le culture amorose, ovvero i modi di sentire l’amore, fin qui vigenti erano basati sulla concezione strategico / prevaricatoria della coppia, sulla sessualità come strumento per incidere nell’emozionale profondo dell’altro salvaguardando il proprio, sulla cultura antologica, sull’idea della necessità di dover dominare per non essere dominati eccetera. Senonché l’insorgere delle donne contro gli uomini, e poi anche degli uomini contro le donne, e la degenerazione in scontro della cultura del confronto ha determinato la consumazione di quelle forme affettive, dati i rischi ai quali si esporrebbe chi si azzardasse a viverle ancora. La conseguenza è che l’uomo e la donna di oggi non sono più in grado di provare né quel tipo di amore che vigeva fino ad alcuni decenni orsono, né nessun altro, non essendo state ancora formulate le regole che dovranno presiedere alla possibilità che si sviluppi nelle persone una nuova tipologia di tensione amorosa. Peraltro, la sentimentalità amorosa del rapporto di coppia non è la sola forma sentimentale che l’uomo di oggi abbia perduto. Ricordo ad esempio di aver provato talora da bambino la nostalgia. Ebbene, la nostalgia è appunto uno dei sentimenti ormai scomparsi dal nostro corredo emotivo. Oggi le persone possono magari provare il rammarico per un tempo andato, o il desiderio, la speranza, la voglia eccetera che ritorni, ma non sono però più in grado di provare la nostalgia, che sintetizzava tutte queste cose e molte altre, e le elevava a struggente umanesimo. L’uomo in pratica attraversa una fase della freddezza. D’altra parte, innescatosi il confronto, non solo non sono state ancora stabilite dalla nuova società le regole che dovranno vigere nel rapporto di coppia, ma per il momento infuria asprissimo lo scontro fra i sessi. Fra non molto, proprio attraverso questo scontro, si giungerà alla codifica delle nuove regole, che naturalmente questa volta dovranno essere basate sulla sessualità come interrelazione profonda e come strumento di continuo confronto, sulla orgasmicità femminile, su un ben diverso livello di concreta disponibilità eccetera. L’esercizio di queste regole passerà quindi attraverso il crogiolo dell’esperienza quotidiana della miriade di eventi che i miliardi di uomini del pianeta vivono istante per istante, ed ecco così che all’interno di questo enorme processo, con il contributo delle sintesi che i poeti, gli artisti, i musicisti, gli analisti eccetera saranno in grado di dare, prenderà consistenza la nuova forma emotiva destinata a diventare il nuovo modo di provare l’amore di cui fra non molto tutti noi saremo infine “corredati”. Un modo che - dopo tanto confronto - non potrà che essere migliore e più bello di quello precedente. Un processo questo che si sta sviluppando anche in relazione a tutte le altre forme amorose, fra cui quelle materne e paterne che però - benché abbisognevoli anch’esse di aggiustamenti - hanno subito scossoni minori essendo caratterizzate da un maggior livello di certezze e di stabilità. Quanto alle regole che dovranno vigere, benché questo testo sia rivolto ad individuare nuovi livelli di metodo più che regole specifiche, vanno tuttavia fatte alcune precisazioni. La prima è che il contratto di coppia, in quanto fondato sull’affidamento, sul mutuo sostegno, sulla reciproca comprensione, sulla complicità, sulla capacità di sacrificarsi per l’altro, di combattere contro tutto e tutti in suo favore e così via, è un contratto per sua natura esclusivo, che mal tollera l’apertura di contrattazioni collaterali, alternative eccetera. La seconda è che ormai, anche in virtù dell’esperienza già fatta, non sembra ci sia più spazio per dubitare che il rapporto eterosessuale monogamico sia, fra quelle fondate sul sesso, la forma di relazione ottimale, benché ciò non debba in alcun modo significare la recriminazione delle altre, che sarebbe però errato proporre come modelli da imitare. |