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N.159, edizione 16.09.08

Ai PM Luigi Sandulli e Fabio De Cristoforo
circa la necessità di procedere con urgenza per usura in danno di Unicredit e Banca Popolare di Novara, ora che i GIP Alessandro Buccino Grimaldi e Aldo Esposito,
accogliendo l’opposizione avverso la loro archiviazione delle denunzie, hanno ordinato la riapertura delle indagini.

 

Non temporeggiate oltre, vi prego amici PM, nel procedere in danno di Unicredit e Banca Popolare di Novara, perché sono passati 28 anni da quanto ho sollevato il problema dell’accredito tardivo della valuta.
28 anni anni di frodi bancarie e sofferenza della società che, se la magistratura avesse accolto quelle tesi, non ci sarebbero stati.
Sostenevo infatti (tra l’altro), allora, che se Tizio dà a Caio un assegno il 1 gennaio, e Caio quello stesso giorno lo versa, a Tizio la somma sarà stornata il 1 gennaio, mentre a Caio sarà accreditata in ipotesi il 5 gennaio, per cui il sistema bancario, che non è mai stato il proprietario dei soldi, avrà lucrato 5 giorni di interesse su soldi non suoi.
Cosa che - è inconfutabile - configura un’appropriazione indebita, nonché una truffa nei casi in cui la banca consente a Caio di prelevare subito la somma, ma poi gli addebita addirittura il tasso passivo, adducendo uno “scoperto di valuta”.
Truffe cinquantuplicate mediante il “moltiplicatore monetario”.
Moltiplicatore monetario in virtù del quale le banche, secondo prassi che una prona e scellerata dottrina di regime dà per scontate, ma sono il massimo della criminalità, realizzano prestiti per un ammontare 50 volte maggiore del denaro dei depositi.
In sostanza, se Tizio versa su Banca Intesa/San Paolo (proprietaria del 44,25% di BdI) 100.000 euro, essa banca tratterrà il 2% come riserva (per arrotondare: in realtà è l’1,6%), e presterà il 98% che, una volta depositato in un’altra banca, di nuovo, a cascata, sarà prestato al 98% all’infinito.
Finché, non la singola banca, ma il sistema bancario, attraverso un giro di prestiti di un importo ogni volta più basso del 2% avrà azzerato i 100.000 euro iniziali, ma avrà fatto prestiti per 5.000.000.
Un usare 50 volte sempre lo stesso denaro per prestarlo che ha esiti positivi, perché serve a monetizzare la società, ma serve poi alle banche commerciali per riscuotere illecitamente interessi su ognuno di questi prestiti di denaro altrui, per i quali hanno diritto solo a dei compensi per il servizio (che già prendono), dovendo gli interessi andare ai proprietari del denaro.
Accadrà in definitiva che, usando in questo modo la somma base di 100.000 euro, il sistema bancario lucrerà interessi su una somma di 5.000.000 che, lungo tutto l’arco dell’operazione, potranno fruttare, in ipotesi, al sistema, un interesse netto del 3%, ovvero 150.000 euro.
Un meccanismo basato sul frodare ogni volta i proprietari dei soldi dei loro legittimi interessi, e che pian piano sposterà grossa parte del denaro della società nelle casse delle banche, come avviene al casinò, dove i giocatori vincono e perdono l’uno rispetto all’altro, ma alla fine, a furia di dare ogni volta una percentuale al banco, gli danno tutti i loro soldi.
Detto quindi, cari PM, che il signoraggio secondario non è altro che il denaro che le banche rubano alla società in forma di interesse ottenuto prestando 50 volte sempre lo stesso denaro altrui, ne deriva che l’usura non è altro che la forma estrema di signoraggio secondario.
Buoni motivi, mi sembra, per lasciare ogni altro impegno, ogni altra indagine, e dedicarsi prioritariamente a questo tipo di crimine, arrecando esso alla società più danni di qualunque altro.
Ma, ciò premesso, veniamo alla nostra fattispecie, che riassumo per coloro che non la conoscono.
E’ in sostanza accaduto che avete chiesto l’archiviazione di due distinte denunzie per usura contro Unicredit e Banca Popolare di Novara.
Denunzie fondate su semplici calcoli effettuati con il “ControllaBanche”, programma lungamente testato, realizzato dal mio studio molti anni fa, scaricabile gratuitamente da www.marra.it (e scaricato circa 15.000 volte), e che, se non l’unico, è il più diffuso.
Calcoli in base ai quali è palese che il TEG (tasso effettivo globale) supera la soglia stabilita dalla legge antiusura.
Archiviazioni la prima avvenuta in virtù di una relazione con cui la Polizia Giudiziaria afferma l’insussistenza dell’usura in base al tasso nominale dichiarato dalla banca, e non invece dopo il controllo del tasso effettivo globale di cui all’analitica denunzia; e la seconda adducendo che alcun addebito era possibile ascrivere al direttore d’area della banca: cosa irrilevante per il denunziante, che sostiene la responsabilità della banca in generale. A parte poi che l’esclusione della responsabilità del direttore non è pacifica.
Tesi che i GIP, dinanzi ai quali avevamo proposto opposizione, non hanno condiviso, disponendo la riapertura delle indagini.
Indagini che, vista la straordinaria rilevanza della questione (non si può continuare a farsi sfuggire che se una banca pratica l’usura con uno è perché la pratica con tutti), si auspica avverranno ora immediatamente perché il fatto che questi crimini si svolgano con il tacito assenso della politica e dell’informazione, non esonera la magistratura dall’intervenire.
Oltretutto la coscienza collettiva giudiziaria potrà magari non essere ancora arrivata a maturare un livello di consapevolezza adeguato a rendersi conto della delittuosità del signoraggio primario e secondario, o a rendersi conto della illiceità dell’accredito tardivo della valuta, ma quantomeno a riconoscere l’usura, visto che è vietata per legge, bisogna ci arrivi.
Vi prego poi di osservare che, come dalla denunzia di “s.o.s. abusi”(www.maurizioforzoni.it), la formula che le banche usano per calcolare il TEG è essa stessa una truffa, sicché la magistratura deve cessare di dare per buoni certi dettagli dalle conseguenze incalcolabili, e decidersi ad approfondire.
Alfonso Luigi Marra