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IL LABIRINTO FEMMINILE |
Introduzione |
La popolanina napoletana È tra Luisa e Paolo l’epistolario d’amore in sms di cui a questo volume. Anche altri ‘protagonisti’ si muovono però tra le righe dell’opera. Luisa, creata per sintetizzare in lei caratteri, aspetti e parti di un po’ tutte le donne e le esperienze sentimentali della mia vita, alcune lontanissime, ancorché focali, come quella, non più ritrovata, mai dimenticata, della soavissima nudità di una popolanina napoletana distesa tra me e i tiepidi umidori notturni della spiaggetta di Nisida, cullati noi dai lenti mormorii equorei, mentre i suoi occhi dorati dalla luna mi pervadevano l’anima e mi smarrivo nelle voluttà dello svolgersi della sua passione, quando l’ansito del suo respiro, al culmine del farsi profondo, meraviglioso si volse in un canto d’amore bellissimo, antichissimo, dolcissimo, che mi pervase ragazzo di una struggente stupefazione e dissolse le pareti di un antro in cui non sapevo di essere liberando su noi l’onda del firmamento pullulante di stelle. E Paolo, il titolare del grande studio legale in cui lavora, che ha il doppio dei suoi anni, e anche lui ho creato per sintetizzare in un unico io narrante i molti me attraverso i quali ho vissuto quelle esperienze. Epistolario dopo il quale i capitoli Le chiavi di lettura e Parte seconda ci porteranno prima un po’ e poi molto lontano nel tempo e negli argomenti: a partire dalla distinzione tra l’amore – che implica l’intelligenza\generosità – e la partecipatività, che implica solo la cura di sé. Partecipatività che ad esempio il cane è in grado di spingere a livelli molto avanzati e flessibili, ma sempre in funzione delle sue esigenze – emotive e non – cioè per quello che serve a lui, senza quindi poter mai capire che hai fame e decidere se è il caso o no di dividere con te la scodella. Un amare per quello che serve a noi, strategicamente, prevaricatoriamente, un amare come dominare per non essere dominati, un amare non dialogicamente che, a mio avviso, come vedremo, è la causa per la quale i tempi delle piramidi non furono già, da centinaia di migliaia di anni, tempi di viaggi siderali. Animali – dicevamo – che possono esprimere solo partecipatività perché l’amore richiede l’intelligenza, che io credo consista nella capacità di svilupparsi passando attraverso lo sviluppo degli altri mediante la generosità. Intelligenza che è quindi null’altro che una categoria morale: la massima, tant’è che scoprirla rese uomini le scimmie che ci riuscirono. Intelligenza\generosità che consente di accedere a forme evolute di organizzazione sociale, tipiche anche degli animali, ma dovute lì a comportamenti automaticamente indotti dalla selezione naturale. Intelligenza\generosità non necessaria per ciò che comunemente si definisce ‘amore’, per il quale è sufficiente la partecipatività, ben potendosi ‘amare’ qualcuno nel modo in cui un buongustaio ‘ama’ le pietanze per divorarle, o un satrapo le donne per goderne. Future forme di amore\intelligenza\ generosità che – negli intrecci frutto della dialogicità – sveleranno una potenza, una particolarità e dei livelli di civiltà e proficuità maggiori che negli amori odierni, spesso disagevoli, quando non sofferti e conflittuali. ALM |