Non è vero che i politici siano cattivi, cinici, senza scrupoli e così via.
Sono invece loro stessi a cercare di accreditarsi come tali, pur di non dovere ammettere
che in realtà sono semplicemente degli incapaci.
Viene però da chiedersi come mai vengano eletti degli incapaci, con tutta la gente capace
ed intelligente che deve pur esserci.
La risposta è che la funzione della politica è stata finora far da garante di quell’immobilismo
culturale di cui l’industrializzazione si è servita per subordinare l’uomo alle logiche produttive
anziché le logiche produttive all’uomo, che è poi la definizione del consumismo, come
ho già scritto più volte fin dal 1985.
Ciò significa che il vero responsabile dell’incapacità dei politici è l’elettorato che, nel selezionarli,
scarta coloro che, avendo delle capacità, siano pertanto “a rischio di produrre
cambiamenti”: cambiamenti che in fondo nessuno sa veramente volere.
Senonché la crisi del consumismo sta ora apportando una sofferenza troppo elevata, e la
società sa che non saranno gli incapaci a salvarla, sicché sta per nascere una nuova fase:
quella dei veri politici.
E chi saranno questi veri politici? Forse una razza di semidei di cui non siamo oggi al corrente?
Niente di tutto questo! Accadrà invece che, contrariamente a quanto è accaduto finora,
l’intelligenza, la cultura, la sapienza diverranno finalmente dei valori per la società, sicché
diverrà proficuo aspirarvi.
Nasceranno quindi dei nuovi modelli sociali di riferimento, questa volta positivi, per cui,
quegli stessi uomini che prima tendevano ad evidenziare la parte peggiore di sé in attuazione
degli orrendi modelli consumistici, inizieranno ora ad evidenziare la loro parte migliore
in attuazione dei nuovi modelli umanistici.
Fermo restando nessuno si illuda di poter emergere facilmente in questo nuovo tipo di
confronto sociale! che le cose cambieranno prondamente rispetto ai tempi in cui, per
emergere, bastava essere vestiti in un certo modo, guidare un certo tipo di auto, frequentare
un certo tipo di persone, e così via.
Le cose attraverso le quali si potrà emergere da ora in poi saranno cioè sempre più cose
che si conquistano solo attraverso un duro e prolungato, anzi continuo impegno esistenziale.
Un significativo esempio potrebbe essere quello che sarà probabilmente il nuovo concetto
di fascino. Un concetto per la verità espresso nel 1984 da mia moglie Loredana.
Orbene, mentre il fascino è ora costituito da cose tipo l’essere “intriganti” (termine bruttissimo,
che uso proprio per evidenziare la volgarità dei tempi), essere alla moda, avere lo
sguardo giusto del momento giusto eccetera, secondo mia moglie Loredana il fascino consiste
invece nella capacità di rispondere ai perché irrisolti degli altri.
Un bel salto di qualità, mi sembra, e sopratto un cambiamento che porterà inevitabilmente
al trionfo della società dell’impegno su quella del disimpegno, perché per essere alla moda
bastava avere qualche bel vestito, per avere lo sguardo giusto del momento giusto, stare
un po’ all’erta, per essere “intriganti”, dare il peggio di sé, sia pure attraverso certe ben
codificate maniere, ma per saper rispondere ai perché irrisolti degli altri ci vuole un coefficiente
di sapienza, di equilibrio, di onestà intellettuale, di studio, di sforzo e di ricerca tali
che molte volte l’avere speso un'intera vita nel migliore dei modi potrà anche non essere
sufficiente.
ALM